Home    Forum    Cerca    Regolamento    Iscriviti    Login
La ricerca ha trovato 385 risultati
Autore Messaggio
Messaggio Forum: BARaonda!!   Inviato: 02 Giu 2010 10:03   Oggetto: Re: 2 Giugno 2010

Buon due giugno a tutti!
Oggi siamo in vena di fare karaoke? Ci sto! Vi propongo il testo - e il video, se ce la faccio - di una canzone che secondo me merita...

Buona festa. Viva la Repubblica e viva l'Italia.

--

"Quand'io l'ho conosciuta l'Italia era già donna e di costituzione robusta,sana e forte
e più che lavorare direi che tribulava,poi dato che era grassa,madonna se sudava..."

"Due bestie nella stalla e un coro di galline,a cui tirare il collo per farci stare bene,
per farci fare festa l'Italia s'inventava storie favolose chi lo sa come faceva..."

"Se la portavi in giro,l'Italia maglia rosa,montava dietro in macchina perchè era rispettosa...
mezzo sedile a lei,e mezzo a noi fratelli,non proprio di Mameli,però abbastanza belli..."

"Se andava a cena fuori e lei mangiava tutto che poi ci si poteva specchiare dentro il piatto,
e con la pancia piena di scatto lei s'alzava,faceva un bell'inchino,l'Italia e poi ballava..
noi zitti e affascinati dal ritmo dei suoi passi ballava proprio bene come spesso fanno i grassi,
l'Italia nel volteggio sbuffava e s'impegnava sembrava che cascasse ma si risollevava"

"Quando l'ho conosciuta eravamo compaesani,
puzzava di miseria e aveva modi strani con quel vocione forte e un tuono di risata,
contenta perchè viva e in più sopravvissuta a guerra dopoguerra e guerra dopo ancora
di indole ******* e in abito da suora,maestra di furbizia e un pò voltagabbana
però rispetto ad altri,più tenera ed umana.
Aveva gli occhi ardenti e un bel gesticolare,
il seno prominente,un'aria familiare,
un corpo molto goffo un pò fuori misura
tenuto insieme a stento con i punti di sutura,
eppure è ancora bella magnifica e attraente,
una bellezza impudica e a volte sconveniente,
propensa e ben disposta ai vizi del piacere,l'Italia - non lo nego - sapeva anche godere..."

"Con il passare degli anni ci siam persi di vista,le scrissi molte volte ma senza mai risposta.
Mi dissero che si era messa in certi giri strani e che si accompagnava con ladri e mascalzoni...
poi ieri l'ho incontrata dentro un supermercato,l'Italia col carrello al reparto surgelati,
talmente dimagrita che mi pareva un'altra,gli zigomi rifatti e la frangetta corta"

"Avrei voluto dirle che avevo nostalgia dei tempi in cui godevo della sua compagnia,
insomma la trovavo bella,davvero seducente e che anche se lontano ero pur sempre un suo parente"
"Lei mi ha guardato come si guardano i bambini,mi ha chiesto se sapevo dov'erano i grissini,
vedendomi perplesso di scatto s'è voltata e in men che non si dica l'Italia se n'è andata..."

"Italia antico amore hai perso l'allegria e forse non ricordi l'antica cortesia,
ebbene si lo ammetto ci son rimasto male,
che diamine,potevi almeno salutare!
Però malgrado tutto,ti voglio ancora bene qualcosa di me stesso ancora ti appartiene,
ti piace far la stronza e farmi disperare,ma so che un giorno o l'altro ti rivedrò ballare"


Link
Messaggio Forum: Libri e storie   Inviato: 26 Apr 2010 09:20   Oggetto: UN TOPIC In STANDBY......

http://www.webalice.it/miragoli/CHI_SONO.html

http://www.webalice.it/miragoli/IL_MIO_PENSIERO_SU....html

Questo è il mio corpo dato... Relazione di Ernesto Miragoli
______________________________________________________________
Nello svolgere il tema assegnatomi, per una comune riflessione sull'amore, inteso nella sua globale, affascinante e totalizzante esperienza umana e cristiana, voglio precisare il tema della riflessione, proprio per la sua vastità ed ampiezza, non è certamente esauribile nel tempo a disposizione. Mi limiterò a suggerire delle riflessioni che mi sono sorte spontanee, quando ho cominciato a pensare qualche idea da condividere.
Una premessa: chi vi parla è un prete sposato, dal cui matrimonio sono nati tre figli ed è contento, con la propria sposa, della scelta fatta. Mia moglie ed io, infatti, non ci siamo sposati perché un giorno io sono andato a sbattere contro due occhi azzurri e mi sono fatto male, ma perché insieme con mia moglie abbiamo scoperto e sofferto (dapprima nella clandestinità, poi alla luce del sole) la bellezza dell'amore, inteso come donazione reciproca, scambio di tenerezze. Amore che per noi è stato colpa felice, travaglio nascosto, generatore di forti tensioni emotive.
Così è nato e così tuttora vive: il nostro essere, inteso come corporeità, spiritualità, donazione totale e profonda, al punto di dirci: «Questo è il mio corpo che è tutto tuo».
1. Ti dono il mio corpo: segno-simbolo dell'amore di Dio
L'amore non è una scelta, ma un bisogno naturale dell'uomo. Anche l'egoista ama. È quindi fatale che, al momento della piena maturità, l'uomo cerchi l'amore. Nessuno dimentica la propria esperienza di scoperta, di ricerca, di sviluppo dell'amore. Essa è assolutamente personale, irrepetibile, intima, esaltante e deludente insieme, piena e vuota e poi ancora piena di un «tu»; l'amore è una realtà che ci fa giocare i migliori anni della nostra vita. I greci hanno tre sostantivi che rendono bene i momenti della vita dell'amore umano: eros, filìa, agàpe.
Eros, il dio dell'amore che suscita la passione e il desiderio e lancia frecce mortali, dalle quali neppure gli dei possono scampare; è l'amore passionale, erotico appunto, I'amore del desiderio carnale.
Filia, è l'amore di amicizia, l'amore che lega due persone al di là dell'esperienza erotica, l'amore che crea una sostanziale intesa, che fa camminare assieme per una lunga parte della vita.
Cicerone scriveva: «Idem velle, atque idem nolle: ea demum firmo amicitia est».
Agàpe, è l'amore di condivisione che è poi stato scelto dagli apostoli e dai Padri come termine più espressivo del concetto dell'amore in Cristo.
Quando un uomo ed una donna si incontrano e realizzano nella comunione di vita la donazione reciproca, diventano, nell'ottica cristiana, il segno-simbolo dell'amore di Dio.
Il nostro contesto culturale, riguardo al concetto di segno-simbolo in senso religioso, ha espresso una serie di interpretazioni che sono diverse, non ambigue, ma reciprocamente integrantesi.
Il segno-simbolo è stato spiegato come la manifestazione di un desiderio represso (Freud); come veicolo indifferente di un significato di origine puramente sociale (Durkeim); come epifania del sacro nell'uomo (R. Otto); come espressione di nuove situazioni limite dell'uomo, riproposte in successivi contesti culturali (M. Eliade); ma tutte queste interpretazioni hanno contribuito a far considerare il segno-simbolo come un momento di piena realizzazione dell'uomo, nella sua apertura al trascendente, ove si «esprime la sostanza stessa della vita spirituale e l'esistenza umana trova il suo radicamento ed il suo equilibrio» (Ch. A. Bernard, Panorama des études symboliques, in Greg. 55, 1974, 379-392).
La Bibbia conosce appena il concetto di simbolo (Os. 4,12; Sap. 2,9 e 16,6), mentre usa spesso (80 volte nell'A.T., 70 volte nel N.T.) il termine segno (in ebraico 'ot; in greco: semèion).
Occorre, però, andare oltre i termini e cercare di cogliere l'aspetto più profondo: il linguaggio simbolico è profondamente connaturale alla mentalità semitica ed è una delle caratteristiche fondamentali della Sacra Scrittura: la «pedagogia dei segni» è una costante dell'azione del Dio vivente in mezzo al suo popolo.
È in questo contesto della pedagogia dei segni che vorrei riflettere con voi sul segno più grande: l'Eucaristia, il dono del pane e del vino che sono segno del corpo e del sangue (cioè della totalità di una persona) di un Dio che si fa carne (ò lògos sarks eghènneto - Gv. - Prologo) e ama e muore e risorge e vuole essere riamato.
Il dono della totalità di se stessi ad un altro è una caratteristica peculiare del messaggio cristiano: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la propria vita».
Leggiamo Gv 21,15-17: "Quando ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle».
Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene? e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene»".
Se prendiamo il testo greco, troviamo che il verbo «mi vuoi bene» è espresso con due verbi greci: agapào e filéio.
Immaginiamo la scena: in riva al lago, dopo la risurrezione, Gesù appare agli apostoli e, dopo un frugale pasto, chiede a Pietro «agapàs me pleòn touton?» Pietro risponde «filo se»;
per la seconda volta «agapàs me?» Pietro risponde « filo se»;
per la terza volta Gesù chiede «fileis me?» Pietro risponde «filo se».
Solo Gesù usa il verbo agapào le prime due volte. Pietro usa sempre il verbo filèo.
Alla terza volta Gesù sembra adeguarsi e usa il verbo filèo.
L'esegesi tradizionale commenta che qui Gesù ha voluto riabilitare Pietro dopo il triplice tradimento e conclude che in questi versetti si fonda teologicamente il primato di Pietro e dei suoi successori.
Ci va benissimo. Ma poniamo l'attenzione sui due verbi: agapào e filèo. Filèo è meno forte di agapào.
Filèo ha la radice di filìa: amicizia. Agapào ha la radice di agàpe: amore, amore che condivide.
Gesù vuole che chi ha il compito di pascere le pecorelle ami di un amore di condivisione, di un amore totalizzante, di un amore che vada ben oltre l'amore di una forte amicizia. Conclude: pasci i miei agnelli, dove è implicito che il pastore (l'aveva detto prima) dà la vita per le pecore.
Amare per Gesù significa condividere tutto, al punto di dare il proprio corpo, la propria vita.
Vorrei trarre una prima conclusione: l'amore di due esseri umani, di un uomo e di una donna che si incontrano è un amore che si dona, che si fa corpo unico nell'amore fisico, che si realizza ed amplifica nella costante donazione della vita nella quotidianità, cioè è dono all'altro del proprio corpo e del proprio sangue, perché dall'unione del sangue dei due può nascere un nuovo essere, con un nuovo corpo ed un nuovo sangue, esattamente come è successo a Cristo che, donando il suo corpo ed il suo sangue ai fratelli, ha dimostrato di amarli fino in fondo e ha generato un nuovo essere, la Chiesa. Il segno-simbolo di questo amore è l'Eucaristia.
2. Ci doniamo per i fratelli
Domanda: è azzardato affermare che anche nella donazione reciproca di un uomo e di una donna, che si amano condividendo anche a livello fisico la propria sessualità, intesa come espressione di un amore profondo e non solo sfogo di istinti; che si amano donandosi sessualmente, come espressione di amore totale e non solo di momento di sfogo della propria libidine (il famoso concetto di matrimonio come remedium concupiscientiae); che si amano nella fusione dei propri corpi, aperti anche a generare una vita perché fecondi come Dio li ha voluti; è azzardato affermare che anche in quel momento essi fanno Eucaristia?
Non vorrei essere troppo provocatore, ma se Eucaristia significa:
- Rendimento di grazie.
Prendiamo Lc 22,14: Gesù si siede a tavola per consumare l'ultima cena con gli apostoli e dice: «epitzumia epetzumèsa, desiderio desideravi, ho ardentemente desiderato».
Nel verbo greco c'è la radice «tzum»; essa si trova in tutti i verbi e sostantivi che significano ardere, bruciare, bramare, avere voglia. Gesù brama, ha voglia di essere con gli apostoli. L'amore brama l'amato, ha voglia dell'amato (ricordiamo il Cantico dei cantici). In questo contesto: eucaristèsas, gratias egit, rese grazie. In questo contesto fa Eucaristia.
Non si bramano forse reciprocamente due amanti? Non vogliono, forse, i due amanti, essere assieme, vivere assieme? Non sono vogliosi di dimostrarsi reciprocamente quanto si amino, quanto uno sia importante per l'altro e, donandosi, di ringraziarsi reciprocamente per questo amore?
- Fecondità ecclesiale.
Prendiamo Gv 17,20: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me». Gesù sapeva che il fuoco dello Spirito avrebbe spinto i discepoli a fare proseliti, cioè a non vivere egoisticamente l'amore sperimentato, ma ad essere fecondi: il fuoco dell'amore porta a conoscere l'amato ed a farlo conoscere. L'Eucaristia fa la chiesa e continua ad alimentarla. Un uomo ed una donna che si amano rendono sempre più fecondo il proprio amore in due modalità: accrescendolo come coppia e quando da questo amore sboccia una vita.
«Scenda su questi sposi la ricchezza delle tue benedizioni, perché nel dono reciproco dell'amore allietino di figli la loro famiglia e la comunità ecclesiale» (Preghiera sugli sposi: Messale romano, Messa rituale del matrimonio).
- Morte per la vita.
È il fulcro rivoluzionario del messaggio di Cristo: in un contesto culturale di schiavitù e di egoismo, il Verbo incarnato ha proclamato che è signore solo chi serve, che farsi schiavo è libertà, che vive appieno la vita solo chi muore.
Un uomo ed una donna che vivono il proprio amore sono costretti a morire ogni giorno ai propri egoismi: a sacrificare i propri spazi per l'amato o per il frutto dell'amore che sono i figli.
Un uomo ed una donna che si donano reciprocamente sanno che, morto il gesto profondo ed appagante dell'amore fisico, può nascere una vita.
Essi sanno che farsi schiavo l'uno dell'altra è libera scelta di amore; che essere attenti al proprio amato è essere signore dell'amato stesso.
Essi sanno che il loro essere coppia è segno-simbolo di un amore che, se vissuto profondamente, non può rimanere chiuso fra le mura domestiche, ma è naturalmente traboccante verso chi ha bisogno di amore.
Siamo a due passi da Ravenna, dove Dante è sepolto. Tutti sappiamo che ha vissuto molto intensamente e che ha tradotto in un capolavoro la sua intensa vita. Anche Dante ha amato sua moglie, Gemma Donati, le «donne dello schermo» ed una donna sopra tutte: Beatrice. Forse nella sua vita non l'ha toccata nemmeno con un dito, ma nel pensiero l'ha desiderata, voluta, bramata.
È questa donna che, nel viaggio immaginario nel Paradiso, lo porta ad elevarsi dalle passioni, dalle piccole cose.
È quel corpo che, in Paradiso, gli farà cogliere la pienezza dell'amore nella contemplazione della Candida Rosa.
Quando Beatrice volge lo sguardo a Cristo e Dante così la scorge, si sente come flagellato dalle ortiche, come una quercia sradicata dal vento. Tutto ciò che prima aveva amato ora lo odia; la coscienza delle sue colpe gli trafigge il cuore e cade a terra, ma dice:.. quale allora femmi salsi colei che la cagione mi porse (Par., 3 1,29).
Nella Commedia, a mio avviso, nulla è paragonabile al vigore di questa scena: è il punto cruciale del poema.
Qui l'eros è cresciuto e maturato oltre il suo soggettivismo per assumere la forma dell'obiettivismo sacramentale, qui, viceversa, la forma sacramentale ecclesiastica è resa nota, giustificata e credibile in quanto amore.
Questa è ecclesiologia nel senso più moderno del termine.
(H.U. Von Balthasar, Stili Laicali, Gloria, vol. III, Jaca Book, Milano 1976, pagg. 50-64).


VISITATORI n° 42588 giorno 26/04/2010 ore 8:43
Messaggio Forum: BARaonda!!   Inviato: 24 Nov 2008 18:14   Oggetto: Re: Ferie?

ma smettila ziaccia brutta ke vuola rubarmi il mio tesoro più prezioso.....intanto il mio picci ha già iniziato a farmi i sorrisoni......amore della zia....
ma ciaooooo ziuccia come stai??????
Messaggio Forum: Libri e storie   Inviato: 16 Set 2008 05:24   Oggetto: Storie

AMA L'ANZIANO

Lascialo parlare, perché nel suo passato ci sono tante storie vere.
Lascialo vincere nelle discussioni, perché ha bisogno di sentirsi sicuro di sé.
Lascialo andare tra i suoi vecchi amici, perché è lì che si sente rivivere.
Lascialo raccontare storie già ripetute, perché lui vuole vedere se stai alla sua compagnia.
Lascialo vivere tra le cose che ha amato, perché soffre di sentirsi spiantato dalla propria vita.
Lascialo gridare quando ha torto, perché lui e i bambini hanno diritto alla comprensione.
Lascialo salire nell'auto di famiglia quando vai in vacanza, perché l'anno prossimo avrai rimorso se lui non ci sarà più.
Lascialo invecchiare con lo stesso paziente amore con cui lasci crescere i tuoi bambini, perché tutto fa parte della natura.
Lascialo pregare come vuole, perché l'anziano è uno che avverte l'ombra di Dio sulla strada che gli resta da compiere.
Lascialo morire tra le braccia pietose, perché l'amore dei fratelli sulla terra fa meglio presentire quello del Padre nel cielo.

Fa questo e sarai in pace!

CANTICO DI UN ANZIANO

Benedetti quelli che mi guardano con simpatia
Benedetti quelli che comprendono il mio camminare stanco
Benedetti quelli che parlano a voce alta per minimizzare la mia sordità
Benedetti quelli che stringono con calore le mie mani tremanti
Benedetti quelli che si interessano della mia lontana giovinezza
Benedetti quelli che non si stancano di ascoltare i miei discorsi già tante volte ripetuti
Benedetti quelli che comprendono il mio bisogno di affetto
Benedetti quelli che mi regalano frammenti del loro tempo
Benedetti quelli che si ricordano della mia solitudine
Benedetti quelli che mi sono vicini nella sofferenza
Beati quelli che rallegrano gli ultimi giorni della mia vita
Beati quelli che mi sono vicini nel momento del passaggio
Quando entrerò nella vita senza fine mi ricorderò di loro presso il Signore Gesù.

ANZIANO O VECCHIO

L'anziano è uno che ha molti anni; il vecchio uno che ha perso lo spirito della giovinezza.
Un anziano si domanda se valga la pena fare una qualsiasi cosa, un vecchio, senza pensare, dice subito di no.
Un anziano sogna ancora; un vecchio dorme soltanto.
Un anziano vuole imparare ancora; un vecchio ha già smesso di imparare.
Un anziano ogni giorno lo vive come il primo della sua vita; per un vecchio ogni giorno sembra l'ultimo.
Un anziano ha sempre dei progetti nell'agenda; un vecchio ha l'agenda vuota e vive solo pensando al passato.
Un anziano si rinnova ogni giorno che comincia, perché guarda all'orizzonte, dove il sole spunta e illumina
le sue speranze; un vecchio si trattiene a pensare che quello può essere l'ultimo dei suoi giorni e si deprime
guardando le ombre del passato.
Un anziano ha sempre una speranza, ed il tempo passa veloce, perché per lui la vecchiaia non arriva mai; un vecchio
passa le ore nella tristezza.
Un anziano ha le rughe come risultato dei tanti sorrisi; un vecchio ha le rughe come risultato di amarezze.
Un anziano ed un vecchio spesso hanno la stessa età cronologica, ma il loro spirito è diverso.
Pertanto, caro amico, vivi una lunga vita, ma non permettere a te stesso di diventare mai "vecchio"!
Messaggio Forum: Ciiinema!!   Inviato: 05 Set 2008 12:08   Oggetto: Amare

l'amore il nuovo topic amore bacio
Messaggio Forum: BARaonda!!   Inviato: 01 Giu 2008 19:06   Oggetto: Dom 01/06/2008

Buona serata popolo forumandolo.
Cominciamo a tornare dopo ben due matrimoni, uno ieri e uno oggi, con l'intermezzo ieri sera della processione della Madonnina Bella.
Primissima cosa:

EVVIVA I SPOS!!!!!!!!!!
AUGURI, AUGURI, E DI NUOVO AUGURI ALLE NUOVE COPPIE AMMOGLIATE!!!!!!! Un mondo di Amore si spalanchi a voi!

Secondo: Sandrin, perdonaaaaaami! Non legartela al dito!!!! Promesso che la prossima volta... ancora questo fine settimana che si sposa il nipote e poi ripartiamo alla grande. (...peccato che non sono riuscita a spedirti la foto...così ti rodevi ancora un po'...)

Terzo: Tao Katoly,. Bentornata, bentornata. Ti rispondo di qua. L'I.C.I. è stato approvato solo in quest'ultimo consiglio comunale (svoltosi giovedì), pertanto fino all'altro giorno era tutto sospeso. Io, che solitamente mi rivolgo a sindacati per fare dichiarazione dei redditi, per i bollettini I.C.I., sono stata invitata a ripresentarmi per il calcolo dopo il 10 Giugno, perchè ancora non si sapeva com'era aliquota e calcolo. Perciò pazienta ancora qualche giorno....


Tiro qua un braulietto che dobbiamo smaltire tutto quello che abbiamo ingurgitato in questi giorni di festa... Prosit!
Messaggio Forum: Ma che MUSICA maestro!!!   Inviato: 13 Maggio 2008 16:09   Oggetto: Re: PEZZI DI CANZONI

La malinconia ha le onde come il mare ti fa andare e poi tornare
ti culla dolcemente
la malinconia si balla come un lento la puoi stringere in silenzio
e sentire tutto dentro
è sentirsi vicini e anche lontani è viaggiare stando fermi
è vivere altre vite
è sentirsi in volo dentro gli aeroplani sulle navi illuminate
sui treni che vedi passare

ha la luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai

sembra quasi la felicità, sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma e’ solo l’anima che sa
che anche il dolore servirà


e si ferma un attimo a consolare il pianto
del mondo ferito che non vuol morire mai

e perdersi tra le dune del deserto tra le onde in mare aperto
anche dentro questa città
e sentire che tutto si può perdonare, che tutto è sempre uguale
cioè che tutto può cambiare
è stare in silenzio ad ascoltare e sentire che può essere dolce
un giorno anche morire


nella luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai

sembra quasi la felicità sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma è solo l’anima che sa
che anche il dolore passerà


e si ferma un attimo a consolare il pianto
di un amore ferito che non vuole morire mai


(Luca Carboni - Malinconia)
Messaggio Forum: BARaonda!!   Inviato: 01 Maggio 2008 11:35   Oggetto: PRIMO MAGGIO

Bondì Bondì son lueda su enka mi!

hai visto Depi che sono venuta alla fine al karaoke?
serata divertentissima in compagnia di pochi ma buoni!

p.s. grazie Mati per averci cantato la canzone dei nazisti ... "Questo amore è una camera a gas ...." Shocked

buon primo maggio a tutti! scommetto che la metà di voi starà sistemando giardino legna grascia sternum adigoir chemp e quant'altro. viva la primavera! Mr. Green
Messaggio Forum: Libri e storie   Inviato: 31 Mar 2008 18:21   Oggetto: Re: Perle Di Saggezza O Massime Di Vita...

Se non senti parlare il tuo cuore,ascolta il suo silenzio. A volte il vero amore arriva sottovoce.
(Nicholas Sparks)
Messaggio Forum: Ma che MUSICA maestro!!!   Inviato: 16 Feb 2008 12:00   Oggetto: PICA!

Da venerdì 8 febbraio è in tutti i negozi di dischi il nuovo album di Davide Van De Sfroos “PICA!” (Tarantanius/distribuzione Venus), suono, parola e invocazione che accompagnava i minatori di Frontale (frazione di Sondalo, comune dell’Alta Valtellina). A tre anni di distanza da “Akuaduulza” il cantautore lombardo presenta un nuovo album composto da 15 brani, 3 dei quali con testo in italiano e ritornello in dialetto laghée.

Sabato 19 aprile sarà in concerto per la prima volta e per l’ unica data del tour invernale al Datchforum di Assago (Mi) (costo del biglietto 18 euro più prevendita).

“PICA!”: “Picchia la roccia il minatore piegato dalla fatica. Picchia il tuono preceduto dal bagliore del lampo. Picchia la furia del vento che cancella ogni cosa. Batte il Cavaliere la sua spada. Batte lo zoccolo della morte sulle terre di guerra. Batte forte il cuore del contrabbandiere braccato dalla finanza. E ancora l’onda che batte contro ogni cosa sulla riva”.

A tre anni di distanza da “Akuaduulza” – storie, leggende, tradizioni di “acqua dolce” racchiuse in 14 brani, ecco “Pica!”, il nuovo album di Davide Van De Sfroos.
Si compone di 15 brani, 3 dei quali con testo in italiano e ritornello in dialetto laghée.
“E’ un disco molto corale, più ancora del solito. E’ il disco del cuore, delle emozioni che non hanno bisogno di parafrasi per venire fuori dirette. Picchia forte il cuore e il primo pensiero va a quelle persone - finite poi nelle canzoni - che hanno reso mitica la propria terra. Ecco perché nei testi ci sono nomi&soprannomi (“Il Minatore di Frontale”, “L’Alain Delon de Lenn”, “Il Cimino”, “Il Costruttore di Motoscafi”) di persone esistite ed esistenti)”, afferma Davide.
“Pica!”: un suono, un urlo strozzato, ma anche un’invocazione. Quella che accompagna i minatori di Frontale – frazione di Sondalo, Comune dell’Alta Valtellina (la località scelta da Davide a simbolo di questo antico e nobile mestiere) – che in cerca di fortuna negli anni sono arrivati “quasi a perforare l’intero mappamondo”. Emigranti come tanti, sparsi per le miniere del mondo. Già la miniera “il posto più vicino all’inferno”, tanta e tale la profondità dei luoghi.
Il minatore di Frontale vi è “sceso da ragazzo”: un viaggio pieno di incognite, simile a quello di decine, centinaia di giovani che lasciavano le loro case in cerca di fortuna. E quello del “viaggio” è un tema assai ricorrente negli album di Davide. Tocca il punto più alto con “E Semm Partii…” (2001), dove è ben impressa nella memoria collettiva l’istantanea di quei “fazzoletti bianchi che non san volare”. Per quegli emigranti, dispersi per il mondo (con l’America a fungere da icona del “Paese delle mille fortune&opportunità e della ricchezza facile e a portata di tutti), il viaggio era spesso di “sola andata”.
Il percorso prosegue in “Akuaduulza” (2005): lì solo le onde del lago a cadenzare i tempi del viaggio e soprattutto del ritorno a casa. “Qualcuno ha sputato sulla sua onda, poi è tornato con una lacrima in più…”. “Anche qui è presente il tema del viaggio – osserva Davide -. Sul piano personale, un viaggio che mi ha portato a ritirarmi in cantina (dove è stato registrato gran parte di “Akuaduulza”, ndr.) e a dare sfogo ai sentimenti con canzoni con tratti gotici, oscuri, sommersi”.
Ne “Il Minatore di Frontale”, singolo contenuto in “Pica!”, questa gente fiera – rispettosa del proprio passato e delle proprie tradizioni – parte e va, in tasca…”la montagna”: l’attende un duro lavoro in miniera. In ognuno di loro c’è la consapevolezza - spesso una speranza - di tornare un giorno “dove son sempre stato”.
Ma il passato e la forza delle tradizioni possono arrivare a “intaccare” anche l’animo guascone del re di tutti i gigolò, “L’Alain Delon De Lenn” - altro brano contenuto in “Pica!” - che dopo una vita vissuta sempre al limite torna alla “sua” Cooperativa, al campo di bocce e guarda gli altri “ inclinare la bottiglia”, con qualche rimpianto, ma anche consapevole – nel suo “regno di eccessi” – di “aver sedotto il destino e dirottato la notte ai suoi piedi”.
“Mai come in questo caso – osserva ancora Davide – il disco è stato portato così vicino ai luoghi ed ai personaggi protagonisti delle canzoni. Gente spesso sospesa fra terra e acqua e che però continua a guardare il cielo. In ognuna delle quindici canzoni c’è per me qualcosa di fortemente emotivo”.

COMMENTO BRANO PER BRANO

1. EL PUUNT – Con la sonorità ritmata della musica del Mississipi la delusione di un amante d’acqua dolce che tra un ponte e una finestra accesa vede sfumare il suo sogno d’amore.

2. LO SCIAMANO – Lunga ballata ipnotica che prendendo in prestito tinte e sonorità vagamente andine elenca luoghi, animali e simboli sciamanici del lago di Como per intraprendere un viaggio ancestrale tra sogno e possibilità di divenire.

3. L’ALAIN DELON DE LENN – Canzone dall’accento rock-sudista che ha come protagonista un border-liner gigolò ormai a riposo, play-boy “di contrabbando” simbolo della trasgressione che non trascura l’eleganza e del punto di vista sulle cose scomodo, ma quantomai sincero.

4. NEW ORLEANS – L’uragano sta per arrivare. Il preludio di quello che accadrà nella città di New Orleans è ormai nell’aria. Saranno un ragazzo e una ragazza e la loro storia d’amore appena iniziata i disperati punti d’appoggio per la speranza di un ritorno nella magica città.

5. LA BALLATA DEL CIMINO – Vera e propria folk-ballad alla Jessie James o alla Billy The Kid dove invece degli scenari western e delle Colt abbiamo bricolle, finanzieri e quel gran scavezzacollo del Cimino, contrabbandiere in fuga verso…un finale a sorpresa.

6. IL MINATORE DI FRONTALE – Accompagnata da un coro che vuole ricreare il suono della mina, dei canti di montagna e di quelli della lontana Africa, la celebrazione di tutte quelle persone invisibili costrette a lavorare in quei luoghi dove normalmente non si avrebbe voglia di andare neppure da morti. Un rispettoso e fiero omaggio alla figura incredibile del minatore.

7. 40 PASS – Tre ragazzi o poco più, tre vite diverse, tre caratteri distanti, ma un unico destino comune: la partenza dal paesino del lago per cercar fortuna nella grande città e l’esperienza comune della galera. Quel Duomo di Milano sorvegliato dalla piccola Madonna che all’inizio viene snobbato per troppa voglia di vivere diventa poi punto di riflessione.


8. LA TERZA ONDA – La prima onda è quella che ti invita al viaggio, a prendere il largo quando la terra ti è stretta. La seconda è quella che ti vuol riportare a casa quando sopraggiunge la nostalgia di qualcuno, di qualcosa o della terraferma stessa, ma è solo la terza onda – quella dell’incognito, quella del destino non ancora rivelato, quella della fuga da se stessi e dai punti sicuri della nostra esistenza – a farci sentire veramente vivi e veramente in viaggio nel bene e nel male.

9. LA GRIGNA – Tiritera reggae psichedelica e meteorologica dove la protagonista è la Grigna, la rocciosa montagna che guarda da sempre il suo pezzo di lago e che senza nessun pudore da esso si lascia spiare e ritrarre sul suo specchio d’acqua.

10. IL COSTRUTTORE DI MOTOSCAFI – Una tenera ballata a ricordo di un grande pioniere – Guido Abbate - della motonautica lariana, del suo modo di vedere il lago, le donne e la vita tra segatura, olio di motori e sfida costante nel possedere le onde.

11. FIIL DEL FEER – Velocissimo, piratesco e irriverente questo brano rappresenta la sincera e sguaiata confessione di un balordo che non si cura di mantenere intatto nessun brandello di dignità se non quello della sincerità.

12. FURESTEE – Brano dai toni crepuscolari, che vede il ritorno di un viaggiatore nella sua terra d’origine. Più pesante del fardello di tutta la strada percorsa e di tutto il tempo trascorso lontano sarà il sentirsi straniero, forestiero a casa sua.

13. IL CAVALIERE SENZA MORTE – Autentica cavalcata epica dal sapore medievale e celtico, dove troviamo il percorso di un cavaliere attraverso le epoche, le terre e gli eventi grazie al sortilegio che gli impedisce di morire. Sarà così spettatore di tutta la storia fino ai giorni nostri. Vedrà cambiare ogni cosa tranne la presenza della guerra nel mondo.

14. LOENA DE PICCH – Brano molto discorsivo quasi narrato più che cantato che come in una pellicola del cinema neorealista italiano vede l’incontro tra una ragazzo e una ragazza di paese e il loro amore mai dichiarato inespresso, ma quantomai presente anche dopo tanto tempo. Sarà la luna a fare il mazzo, a barare e a sorridere a cose fatte.

15. RETHA MAZUR – Anche questo disco come di tradizione si conclude con una canzone che ha come protagonista “il vento”. Questa volta è il vento della notte nella figura simbolica del misterioso spirito.


Tracklist

1. El puunt
2. Lo Sciamano
3. L’Alain Delon de Lenn
4. New Orleans
5. La ballata del Cimino
6. Il minatore di Frontale
7. 40 pass
8. La terza onda
9. La grigna
10. Il costruttore di motoscafi
11. Fiil de ferr
12. Furestee
13. Il cavaliere senza morte
14. Loena de picch
15. Retha Nazur

(tratto da BabylonBus)

Allego il CANZONIERE dell'Album PICA! >> CLIKKA QUI <<
Messaggio Forum: Quattro ciacole...   Inviato: 08 Feb 2008 09:59   Oggetto: Re: San Valentino??? No Grazie..

isak87 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
D'accordissimo con i commenti sulla festa consumistica, sui guadagni della perugina e altro.......
Ma l amore è sempre l amore......e se non serve per forza ricordarsi l uno dell altro in quella giornata con cioccolatini e cuoricini, un pensiero ci sta bene cmq....magari anke solo una margherita.....
Solo, Bondo ma a S Patrizio cosa si regala???NO perkè io l anno scorso l ho vissuta a Dublino quella giornata e non ho regalato niente a nessuno.............Solo festa di balli, canti e sfilate!!!!

Very Happy Mr. Green Mr. Green Very Happy


Semplice:

Natale -> Panettone
Pasqua -> Colomba
S.Valentino -> Cioccolatini
S.Patrizio -> Birra
Messaggio Forum: Quattro ciacole...   Inviato: 08 Feb 2008 08:41   Oggetto: Re: San Valentino??? No Grazie..

D'accordissimo con i commenti sulla festa consumistica, sui guadagni della perugina e altro.......
Ma l amore è sempre l amore......e se non serve per forza ricordarsi l uno dell altro in quella giornata con cioccolatini e cuoricini, un pensiero ci sta bene cmq....magari anke solo una margherita.....
Solo, Bondo ma a S Patrizio cosa si regala???NO perkè io l anno scorso l ho vissuta a Dublino quella giornata e non ho regalato niente a nessuno.............Solo festa di balli, canti e sfilate!!!!

Very Happy Mr. Green Mr. Green Very Happy
Messaggio Forum: BARaonda!!   Inviato: 07 Feb 2008 23:27   Oggetto: Re: Gio 7 Feb 08

Vi sgrido a tutti!! E basta con sto amore!! Quando se ne parla nessuno si sbilancia e non dice niente che non sia strascontato.. tanto vale che si parla della guerra... La vostra arma preferita???
Messaggio Forum: Quattro ciacole...   Inviato: 07 Feb 2008 17:50   Oggetto: San Valentino??? No Grazie..

è circa da due orette che ascolto rds ed è già partita la campagna "il tuo urlo d'amore"..già da oggi si può cominciare a prenotare il proprio spazio e nel giorno di s. valentino si potrà urlare il proprio amore...ma che emerita stupidata è??? pubblicità di gioielli e cioccolatini si sono triplicate....io non credo a s valentino!!!! che senso ha ricordare la persona amata solo in questa ricorrenza?? io la ricordo sempre e non ho certo bisogno di s valentino per dirle quello che provo...S VALENTINO ti odio... nono
Messaggio Forum: Quattro ciacole...   Inviato: 06 Feb 2008 19:07   Oggetto: TEST D'INTELLIGENZA

ei ragazzi, ieri sera ho trovato una mail del mio amore Albert (Einstein) che mi ha consigliato questo test d'intelligenza per tutti voi ...

http://www.ridigratis.com/Passatempi/cervelloni/1.asp

bè dai ... adesso però diteci quanto avete fatto ... io 76 ...
 
Pagina 1 di 26 Vai a 1, 2, 3 ... 24, 25, 26  Successivo
Tutti i fusi orari sono UTC + 1 ora [Ora Legale]